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Addio, Boone!

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Addio, Boone!



Domenica 5 novembre, di prima mattina, ci ha lasciati Renzo Calegari, una delle migliori matite di questi due secoli. Renzo è stato un maestro, un raffinato intagliatore di immagini e vignette, illustratore dei grandi spazi, cesellatore di caratterizzazioni sempre indovinate per i personaggi da utilizzare. Il suo West, come quello degli altri grandi Rino Albertarelli e Gino D’Antonio, sapeva di polvere e libertà, di immense foreste e usanze indiane, di trappers e solitudini. Peraltro, proprio insieme a D’Antonio aveva collaborato alla costruzione degli inizi della saga della Storia del West, probabilmente la più bella e affascinante cavalcata lungo la storia della frontiera, realizzando alcune delle tavole più memorabili di tutta quell’avventura. Poi aveva magistralmente illustrato le storie di Welcome to Springville. Si era anche avvicinato a Ken Parker, ma poi i tempi solleciti di realizzazione e la tipologia delle storie erano forse non completamente nelle sue corde,... purtroppo per noi!
Ma la sua realizzazione che mi piace di più ricordare è stata Boone. Quella era veramente sua, dall’inizio alla fine. Ne ha realizzato i soggetti, i testi, i layout e poi i magici disegni, con un tratto semplice, caldo, veramente emozionante, che ti faceva entrare in quelle trame apparentemente semplici, ma in cui in realtà il mondo della frontiera appariva in tutta la sua cruda essenza, con caratteri immediatamente leggibili.
Il disegno di Renzo aveva un fascino tutto suo, assolutamente riconoscibile, inconfondibile, indimenticabile. Le illustrazioni delle carovane o degli interni dei saloon, i suoi indiani, le sue praterie… Ma il disegno più bello lo aveva nel suo cuore. Forse non era un buono, ma sicuramente un generoso. Forse ogni tanto giocava a fare il burbero, ma poi era una compagnia meravigliosa. L’ho conosciuto negli ultimi anni, diventare amici è stata questione di un attimo. E passare le ore ad ascoltare i suoi racconti di una vita decisamente densa di cosa fatte e da fare era un meraviglioso modo per calarsi in un’atmosfera d’altri tempi. È inimmaginabile al giorno d’oggi un disegnatore, un maestro già del fumetto, che abbandoni l’attività per anni per fare il segretario di un partito come il PCI dell’epoca, trovandosi in poco tempo a gestire un territorio immenso e dimostrando anche in quello grandi capacità organizzative e umane. Già, umane, perché il carattere più bello di Renzo è stata proprio la sua umanità, se vogliamo la sua fragilità degli ultimi anni che lo ha reso ai miei occhi una roccia cui fare riferimento.
Grazie Renzo, per tutta la magia che ci hai regalato, per quel tocco sottile e delicato che sei riuscito a mettere in tutti i tuoi tratti, per la poesia di un West che continuerà a esistere per sempre in quei tuoi disegni e nei nostri cuori. Addio, Boone!


postato il 7/11/2017 alle ore 11:16

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