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Ancora Zagor?

L’ultima proposta zagoriana in edicola

Questa domanda formulata da uno zagoriano convinto sicuramente suonerà strana ai più. Eppure sorge spontanea. Non perché di Zagor non se ne possa più, ma piuttosto perché la riproposizione delle stesse cose alla fine logora inutilmente, e appare più controproducente che altro. La sensazione di un fondo del barile raschiato e ri-raschiato diventa difficile da scacciare…
Una ristampa ben fatta delle storie di Zagor è stata richiesta per anni dagli appassionati del personaggio. Dopo la cosiddetta ristampa Serie Rossa, avviata nel 1970, e la TuttoZagor, interrottasi nel 1998, si è infatti vissuto un periodo in cui tanti, troppi lettori, soprattutto se nuovi, non riuscivano a procurarsi le avventure storiche dello Spirito con la Scure. Finalmente nel 2012 anche a questo personaggio è stata concessa la bellissima passerella di una riedizione cronologica di tutte le sue avventure nell’ambito della Collezione Storica a Colori realizzata da la Repubblica-L’Espresso. Sappiamo bene però che dietro queste iniziative c’è sempre un notevole contributo realizzativo da parte della casa editrice Sergio Bonelli. Quest’ultima iniziativa sembrava finalmente restituire a Zagor quella visibilità e quella fruibilità che solo a quell’antipatico del cugino Tex (si scherza, naturalmente) veniva reiteratamente concessa; e il fatto che analoghe iniziative dedicate al già fenomeno editoriale Dylan Dog o a Martin Mystére non avessero riscosso grande successo sembrava confermare che le ragioni dell’attesa dei fan erano del tutto giustificate.
Poi però, secondo una splendida contraddizione del detto “il troppo stroppia”, la produzione di iniziative dedicate a Zagor si è improvvisamente ed esponenzialmente ingigantita. Già le uscite di storie inedite sono proliferate, per cui ogni anno, alle 12 uscite mensili, si sommano tre Maxi, due Color, due Speciali e chi più ne ha più ne metta: ben vengano storie nuove, ma troppo spesso la qualità delle stesse lascia a desiderare; tanto che viene istintivamente la domanda: “Ma meno e di migliore qualità non sarebbe meglio?”. Come se non bastasse, si pensa bene di invadere il mercato con nuove ristampe, che ripropongono in mille salse sempre le stesse cose.
Nel 2016 abbiamo avuto la Panini che ha realizzato un bellissimo (e anch’esso molto richiesto) album di figurine: peccato che i realizzatori abbiano pensato di utilizzare soltanto ed esclusivamente immagini di repertorio (e fin qui ci può stare), ma anche soltanto ed esclusivamente realizzate dalla mano del grande maestro Gallieno Ferri! A parte la storiella inedita contenuta all’interno, affidata ai disegni di Walter Venturi, nulla di nuovo sotto il sole!
A marzo 2019 esordisce in edicola la serie Zagor Classic: di nuovo una raccolta cronologica di tutte le storie di Zagor, a partire dal n. 1, in un formato ancora più ristretto (sole 60 pagine per 3,50 euro!) e per di più di nuovo a colori; o meglio, con gli insoddisfacenti colori già utilizzati sulla CSAC. Almeno, se si fosse realizzata una ristampa fatta bene in bianco e nero, che effettivamente manca da vent’anni, la proposta poteva essere interessante. Si dirà che i lettori preferiscono il colore; e che una colorazione già realizzata non poteva non essere sfruttata. Senza considerare che in molti casi un fumetto in bianco e nero viene abbondantemente rovinato dalla colorazione… A corredo degli albi, e per “invogliare” gli acquirenti più recalcitranti, si ricorre all’utilizzo di copertine tratte da quelle delle strisce della Collana Lampo (quindi stiracchiando in verticale delle copertine costruite in orizzontale!) e all’interno – udite! udite! – la riproposizione delle vecchie copertine della Zenith!
Ora la Gazzetta dello Sport, che evidentemente era l’unica a non aver ancora sfruttato l’astro nascente(!),a fine 2019 ci ripropone cosa? Una selezione delle migliori storie del personaggio: si va quindi di nuovo a pescare in storie viste e vendute più volte senza che nulla di sostanzioso incida sul fattore novità. I volumi conterranno almeno stavolta un’intera storia, dall’inizio alla fine? No, neanche per sogno: saremo comunque tartassati dai “CONTINUA”! Si dirà che volumi autoconclusivi non erano pensabili per una testata che, avendo periodicità, deve prevedere volumi tutti dello stesso numero di pagine. Ma possiamo per una volta rispondere che è un argomento poco convincente?
La pubblicità della nuova proposta parla poi di “apparati editoriali inediti”: ebbene, a parte due paginette introduttive, in appendice vengono riproposti i contenuti degli albetti a su tempo allegati ai primi Speciali di Zagor (“Il mondo di Zagor”); quindi anche in questo caso roba già vista. Ma allora, mi direte voi, cosa hanno genialmente pensato gli ideatori di questa iniziativa per catturare l’attenzione dei potenziali acquirenti? Una meravigliosa “nuova” collezione di figurine! E cosa ci sarà su queste figurine? Indovinate un po’! Le copertine classiche di Zagor! Si dirà che nulla meglio delle affascinanti copertine realizzate a suo tempo da Ferri riesce a catturare l’interesse e l’attenzione degli zagoriani. Sicuramente, ma ci hanno già attirato nelle altre sei o sette precedenti occasioni!
Inoltre - questa sì una grande novità! - i volumi avranno anch’essi (come già accaduto per la CSAC, dei titoli originali. Così alle stesse storie vengono affibbiati nuovi titoli, magari per ingannare qualche lettore sprovveduto che potrebbe pensare a storie inedite! Allo stesso tempo, l’unica cosa che poteva risultare un po’ interessante per un amante del personaggio, cioè la possibilità di avere dei bei volumi, cartonati, autoconclusivi e col titolo originale di una storia in tal modo ben identificabile e riconoscibile, viene completamente trascurata!
Questa iniziativa, composta di 50 volumi, dovrebbe impegnare l’anno 2020, per traghettare il personaggio verso l’anno del suo 60° compleanno.
Ora, io capisco che avere idee nuove su un personaggio che sta per compiere 60 anni non è semplice. Ma non è così difficile ricorrere a un po’ di buon senso per andare incontro agli amanti della serie. Intanto, se si propongono storie buone, i lettori sicuramente si accontenterebbero anche di sole 12-14 uscite l’anno. Poi, se si vuole creare qualcosa a corredo, occorre allora ricorrere alla fantasia, valorizzare le decine di disegnatori che lavorano sul personaggio, creare delle storie particolari (magari per Natale o per Lucca Comics) cui lavorino più sceneggiatori o più autori in generale. Assistiamo a decine di disegnatori oberati da scadenze capestro per poi vedere questi risultati? Si vuole fare un album di figurine? Perfetto: magari ci si potrebbe anche investire qualche soldo in più per far realizzare dei disegni nuovi. La sensazione è che si faccia riferimento più ai collezionisti (magari a volte anche un po’ morbosi) che non ai lettori; è come se si desse per scontato che tanto ormai non legge più nessuno, per cui tanto vale concentrarsi sugli aspetti esteriori delle produzioni…
Si dirà anche che questi zagoriani non fanno che lamentarsi, proprio quest’anno in cui nuove proposte editoriali, con storie inedite, sono state date alle stampe: vedi Le Origini e le nuove strisce. Ma è appunto perché proposte in grado di conquistare eventualmente nuovo pubblico esistono che non si spiega il continuo riproporre minestre riscaldate!
Per concludere, io ribadisco il titolo: “ANCORA ZAGOR!” ; stavolta il punto diventa esclamativo, perché noi non siamo stanchi del personaggio. Piuttosto siamo stanchi della stanchezza polverosa che lo circonda!


postato il 27/12/2019 alle ore 18:10

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Commenti
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Postato da computerclic alle 13:09 di sabato 28 Dicembre 2019
Mi trovo in parziale disaccordo con l’articolo, non vedo il problema di una ulteriore ristampa, che poi ristampa classica non è, in quanto non è cronologica ma è bensì una raccolta delle migliori storie, in edizione cartonata. Quindi è differente dalla Collezione storica a colori di Zagor. E’ anche meno impegnativa nella lettura (160 pagine contro 270 circa). La CSAC inoltre è uscita nel 2013, adesso siamo praticamente nel 2020, sette anni dopo, ci può anche stare. Continuando trovo sia sbagliato e malizioso pensare che abbiano dato dei titoli nuovi per ingannare eventuali lettori sprovveduti, perchè pensare male? Infine riguardo alle storie autoconclusive non credo si possano fare con Zagor, che da sempre ha basato le sue storie su questo tipo di narrazione e pubblicazione, ovverosia sul "continua..." se è andata bene per tutti questi anni non vedo perchè ci si dovrebbe lamentare adesso. E comunque sarebbe stato difficile farlo, a me non sarebbero piaciuti volumi di diversa impaginazione. Se non è stato fatto per la serire regolare perchè farlo su questa serie? Alla fine si sa, quando si fa qualcosa ci saranno sempre pareri discordanti, per me è una bella iniziativa. Trovo ingiusto anche il giudizio sui colori, sia nel classic che nella csac, il colore si addice molto a Zagor, ai suoi paesaggi, non c’è paragone con il bianco e nero. E anche i colori usati credo siano efficaci. Una ristampa classica in bianco e nero oggi forse non avreebbe senso. Almeno a mio giudizio. Un saluto. Antonio Tricoci




 

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