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Darkwood Novels n. 6 – Recensione

di Francesco Pasquali

La sorpresa che ancora doveva riservarci questa serie sta tutta nel titolo che abbiamo scelto per questa recensione. Non ce lo aspettavamo sinceramente e questa ci sembra, senza ombra di dubbio, una bella trovata dello sceneggiatore.
Cosa poi questa scelta produrrà lo vedremo in futuro. Una nuova serie dedicata alla ricerca di Patrick sembra la più scontata, ma anche qualcosa che riguardi il suo fedele compagno Cico non è da scartare, e le ultime righe de “Il taccuino di Roger Hodgson” ci solleticano la fantasia in questo senso. Le serie di questo genere potrebbero anche diventare un’abitudine per i prossimi anni editoriali del nostro eroe. Il signor Hodgson diventerà una presenza ricorrente? Vedremo.
Alla fine di questa recensione proveremo anche a fare un bilancio definitivo di “Darkwood novels”, ma per ora concentriamoci su questo sesto episodio.
Si comincia con un’ulteriore sorpresa, che Burattini ci anticipa in prefazione (e a dirla tutta già qualche giorno fa sul web); a disegnare l’episodio non è, come negli annunci, la sola Lola Airaghi, ma partecipano all’evento anche Giovanni Freghieri e l’esordiente (su Zagor ovviamente) Giovanni Talami. Il risultato di questo mix è assolutamente piacevole, anche se su alcune tavole centrali sembra notarsi un po’ di eccessiva velocità di esecuzione.
Freghieri svolge ottimamente il suo compito, di apertura e chiusura della narrazione, belle soprattutto le pagine finali.
Airaghi con il suo stile inconfondibile ci ripropone uno Zagor diverso, ma sicuramente incisivo e ben caratterizzato. Le tavole in flashback, di cui parleremo dopo nella sostanza, rendono benissimo con lo stacco accentuato dall’uso della tecnica della mezzatinta.
Infine la mano di Talami si percepisce nei disegni che precedono l’ultima parte di Freghieri e anche lui riesce ad interpretare molto bene il personaggio già dalla sua prima prova.
DISEGNI - Voto 8

Naturalmente in quest’ultimo episodio tutti i nodi vengono sciolti, o quasi, ma il racconto della vicenda riesce ad essere in ogni caso molto fluido.
Ormai era abbastanza chiaro che il personaggio misterioso fosse Fiore della notte, figlia di Brezza di luna, quindi dal prologo in poi tutta l’attenzione si sposta sul rapporto tra Zagor e la ragazza e tra Brezza di luna ed il futuro padre adottivo di Fiore della notte. Viene svelata quindi l’identità del padre del personaggio misterioso, a cui si accennava nel quinto episodio, che non poteva essere evidentemente il viscido violentatore di Brezza di luna.
Burattini crea una storia semplice (del resto le pochissime pagine che ha avuto a disposizione su ogni albo rendono quasi impossibili storie complesse), ma lineare ed efficace. La madre vede sua figlia in pericolo di vita e si affida alla speranza di una medicina dei “bianchi”; ella sa che una carovana passerà vicino al suo villaggio e non esita, pur conoscendo i rischi del suo tentativo, ad intercettarla per chiedere aiuto. Su quella colonna di carri troverà un nemico pericolosissimo (Grim), ma conoscerà anche un amico (Terence Foster) che cambierà per sempre il corso della sua vita e quello della sua piccola.
Quest’ultimo cercherà in tutti modi, ma inutilmente, di far ragionare il cattivo di turno, e solo il provvidenziale intervento dello Spirito con la Scure saprà risolvere favorevolmente la situazione.
Zagor è assoluto protagonista della vicenda, cosa che non sempre era avvenuta in questa serie; lo è non solo nelle scene d’azione, ma anche in quelle in cui manifesta il suo affetto nei confronti della bambina indiana.
Questo è forse l’unico dei sei episodi in cui si intravede uno straccio dello Zagor intimo che nella cassa di risonanza delle promesse fatte negli annunci della serie aveva avuto grande risalto. La spiegazione di come lo Spirito con la Scure abbia seguito la crescita di Fiore della notte e soprattutto la tenerezza e le coccole che ci vengono rappresentate in quest’ultimo episodio ci restituiscono le stesse emozioni che erano già emerse nell’episodio disegnato da Lola Airaghi nel Maxi del 2017.
Probabilmente è invece un po’ fulmineo l’innamoramento tra Terence e Brezza di luna, ma le pagine come sappiamo sono poche. A questo proposito però una critica la dobbiamo muovere. Vista la penuria di spazio, perché dedicare la bellezza di 7 pagine su 60 al solito spiegone, ormai proverbiale sulle pagine di Zagor? Personalmente non mi hanno mai infastidito più di tanto questi riassunti delle puntate precedenti, ma in questo caso è veramente eccessivo. Lo si dice anche nell’introduzione che l’episodio è perfettamente godibile anche senza recuperare il “prequel”, ma addirittura aggiungere al racconto a parole anche quello per immagini è decisamente troppo. Alcuni disegni sembrano quasi ricalcare quelli del Maxi del 2017, dove la vicenda era iniziata. Poi siamo sicuri che sia meglio e più opportuno garantire la comprensione totale spiegandogli tutto per filo e per segno e non indurre invece un lettore a recuperare un albo precedente? Una volta si faceva riferimento all’albo in questione con una innocua didascalia e, se il lettore aveva piacere, sarebbe andato a ritrovarlo nei mercatini o presso la casa editrice. E comunque a dare al lettore ignaro gli strumenti per leggere questa storia sarebbe stato sufficiente un paio di didascalie o di balloon, dati che tutti i singoli dettagli della precedente storia non erano assolutamente ingredienti indispensabili. Una storia di 60 pagine che ne impiega 7 per richiamare una storia a sua volta di 40 pagine appare un po’ uno spreco. Unica cosa che si può dire a favore della cosa è che le pagine disegnate dalla Airaghi per il flashback sono decisamente bellissime ed efficaci. Si potrebbe anche notare che in questo episodio il racconto nel racconto nel racconto costituisce una costante…
La vicenda si risolve naturalmente a favore di Zagor e dei suoi compagni e Grim fa una brutta fine; a quel punto Brezza di luna e Terence Foster si promettono amore eterno e la bambina è ormai fuori pericolo.
Nell’epilogo, dove rivediamo per un attimo anche Cico, scopriamo infine che Fiore della notte si è trasferita a Philadelphia dopo aver conosciuto il marito Logan Barrymore, che, come testimoniano gli stivali sempre indossati, è diventata una cavallerizza provetta e che la sua patologia agli occhi è stata provocata dalle frequenti febbri infantili.
Notiamo proprio sul finale invece una colossale contraddizione quando l’ex personaggio misterioso dichiara di aver frequentato le scuole fin da bambina come aveva voluto il padre adottivo; ricordiamo che nel primo episodio aveva detto esattamente il contrario, cioè di aver frequentato esclusivamente la scuola di sua madre. La svista è molto evidente perché era stato quello uno dei pochi indizi sulla base dei quali noi lettori avevamo provato a immaginare l’identità di questo personaggio, scartando sin dall’inizio i vari Satko o Perry, che naturalmente avevamo invece portato avanti studi superiori.
Se non fosse per il mega spiegone, comunque, questo episodio meriterebbe l’ottimo.
TESTI – Voto 7,5

Concludiamo, come detto, con un bilancio dell’intera serie. Di sicuro questo secondo esperimento di una miniserie in sei episodi può dirsi complessivamente riuscito. Non ha fornito nel suo complesso un quadro effettivamente rispondente a uno Zagor più intimo ed alle sue emozioni, se non a tratti, ma ha regalato qualche suggestione gradevole, peraltro illustrata da disegnatori decisamente interessanti. Si è avuta la sensazione di una preparazione un po’ frettolosa dell’iniziativa, dimostrata anche dalla scarsa omogeneità del progetto nel suo insieme, così come dal recupero di un racconto già pubblicato in prosa da Moreno Burattini. In sostanza si è trattato di sei storie raccontate nell’ambito di una cornice che ha lasciato qualche sospetto di adattamento progressivo. E probabilmente qualcuna poteva meritare anche un contesto un po’ più ampio delle 52 pagine di storia effettiva (tolte le fasi di Hodgson e narratrice) che ciascun albo consentiva. In ogni caso, se non fosse per un costo forse un po’ eccessivo per albetti di queste dimensioni, ben vengano queste miniserie che forse più di Speciali e Maxi riescono a rinnovare l’offerta sul fronte della saga dello Spirito con la Scure.
Non ci resta quindi, come detto in apertura, che attendere di scoprire quale sviluppo Burattini vorrà dare ai semi che ha lanciato in aria… Continua?
GIUDIZIO COMPLESSIVO SULLA SERIE - Voto 7


postato il 9/11/2020 alle ore 10:21

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