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Un giusto inganno

Darkwood Novels n. 4 - Recensione

di Francesco Pasquali

Lo spietato banchiere Roman Willoughby si impadronisce dei terreni di Stockton ingannando i contadini del luogo che a lui si rivolgono per avere denaro in prestito. Prima glielo concede e poi, con atti fraudolenti e criminali, fa in modo che il legittimo proprietario sia costretto a privarsi del terreno, ormai cresciuto di valore, a suo favore. A questa attività illegale unisce tutto il peggio che un mascalzone della sua risma possa concepire: strozzinaggio, ricettazione, ricatti e chi più ne ha più ne metta.
Zagor e la banditessa Blondie, tornata alla ribalta anche di recente sulla Collana Zenith, si trovano a combattere insieme questo nemico comune e uniscono le forze per sconfiggere il malcapitato e la sua banda di sgherri. L’azione sembra svolgersi dopo i precedenti episodi in cui i due si sono incontrati; Zagor infatti conosce il nome di battesimo dell’affascinante avventuriera e inoltre dichiara che talvolta è giusto allearsi anche ad una criminale per combattere un nemico comune, come era avvenuto anche nel secondo incontro. È lo stesso Willoughby a confessare a Blondie che in passato lo Spirito con la Scure gli ha mandato in fumo certi “affari” e per questo vuole fargliela pagare. Le motivazioni che muovono alla vendetta la bella bionda si capiranno nel finale, mentre quelle di Zagor vengono fuori durante lo svolgimento della storia, ma sono legate ovviamente alle azioni malvagie compiute dal cattivo di turno.
Usando le sue armi da “femme fatale” Blondie penetra nella fortezza del banchiere e fa in modo di conquistarne le grazie. In questa maniera avrà campo libero per organizzare il suo piano in collaborazione con il Re di Darkwood e, fingendo di portarlo in dote come prigioniero, lo accompagnerà con sé nella tana del malvagio strozzino. A questo punto il gioco è fatto, Zagor e Blondie scatenano la loro potenza di fuoco e il poveraccio è messo nel sacco.
La vicenda, finalmente in questa serie, vede Zagor protagonista almeno alla pari con la femmina di turno e l’alternanza delle parti che lo vedono in azione è costruita benissimo con quelle in cui la fa da padrone Blondie.
Come ormai invece abbiamo capito, Darkwood Novels non scava nei luoghi più reconditi dell’anima di Zagor, ma è l’approfondimento di come egli si rapporti con il sesso femminile. Qui lo sentiamo ammettere che Blondie aveva esercitato già dall’inizio un certo appeal, diciamo così, su di lui e anche la donna manifesta apertamente di provare una forte attrazione sessuale nei suoi confronti. Finiscono a letto in men che non si dica: è una finta, ma andrebbero volentieri avanti, se non fosse per lo scopo che si sono prefissi. Nell’incontro al saloon, forse, le frasi che i due si scambiano a proposito delle taglie sulla testa di lei, sono espresse un po’ troppo alla luce del sole; ci troviamo in un ambiente generalmente popolato da malfattori di ogni genere e quindi discorsi così espliciti sarebbe più prudente non farli davanti a tutti. Peraltro la scena della finzione è costruita così bene che il lettore potrebbe quasi cadere nel tranello se non fosse che si fa fatica a credere ad uno Zagor così “farlocco”.
Blondie in effetti non è la sola rappresentante del gentil sesso che Zagor incontra in questo episodio; egli prende a cuore le sorti di una delle vittime del banchiere, Laura, ma in questo caso sono abbracci, coccole e tenerezze. Uno Zagor che passa con invidiabile naturalezza da latin lover a bravo padre di famiglia. Non ha punti deboli insomma. Beato lui. Non è che alla fine di questa serie di sei episodi ci ritroveremo Zagor con una miriade di figli disseminati per tutti gli Stati Uniti?
Dobbiamo notare, inevitabilmente, l’assenza di Cico. Comprensibili le motivazioni addette dall’autore in merito alla lunghezza degli albi di questa miniserie; nell’esiguità del numero di tavole di ogni episodio, essa, non agevola la presenza del messicano. È anche vero però che, per il pubblico zagoriano affezionato, ciò risulti a dir poco inconsueto, tanto più che le vicende raccontate si svolgono evidentemente nel tempo attuale e non in qualche periodo da single del Re di Darkwood.
In fin dei conti, comunque, questo episodio ci pare senza dubbio il più riuscito dei quattro pubblicati fino a questo momento. Il personaggio femminile richiamato a breve sulle scene poteva destare qualche dubbio, ma Burattini lo inserisce in una storia assolutamente credibile e perfettamente in linea con le sue caratteristiche. Anche i chiarimenti finali non sono poi così pesanti e anzi servono ad interpretare la linea temporale degli avvenimenti. Forse solo la prima vignetta dell’ultima striscia di pagina 61 può risultare del tutto superflua, ma sono peccati veniali e ne parliamo probabilmente solo perché ormai è una moda quella di mettere in luce l’eccesso di spiegazionismo.
Testi – Voto 7,5
Capitolo disegni. Massimo Pesce dà il meglio di sé su “Bersaglio umano” e la sua Blondie è da capogiro. Una più che evidente ispirazione all’attrice francese Brigitte Bardot conferma la banditessa tra le più affascinanti presenze dell’intera serie zagoriana, in competizione solo con le migliori Frida e Virginia o con le sensualissime Marie Laveau e Gambit. Ma la bella prova dell’autore romano non si ferma alla sua interpretazione del personaggio femminile, ci sono azione e drammaticità rese al meglio e alcuni primi piani di Zagor sono assolutamente perfetti. Una strizzatina d’occhio alla copertina di “Zagor, il ribelle” a pagina 33 e la prova maiuscola è completa. Annotazione a margine, a pagina 32 la scriminatura del nostro eroe si sposta a sinistra ma molto probabilmente l’errore è dovuto ad un concorso di colpa con la redazione perché anche la testa dell’aquila sul petto risulta invertita a specchio.
Disegni – Voto 9
Ma ecco, dobbiamo parlare anche dell’indagine sul personaggio misterioso. In questo episodio, per dirla tutta, questo aspetto perde un po’ di mordente; l’unico elemento veramente importante lo vediamo a pagina 63 cioè delle mani che, a detta di molti, sembrano essere femminili. Questa parrebbe perciò una rivelazione inequivocabile, ma sappiamo tutti che all’autore piace tendere dei tranelli e quindi non siamo sicuri di voler abboccare. Inoltre nelle puntate precedenti la rappresentazione del personaggio sempre in penombra pare avere tutt’altro che atteggiamenti e vestiario femminili. Vedremo. Ci sembra quindi pochino per questa puntata ma forse qualche altro elemento ci sarà sfuggito?
Ultima annotazione, personalissima. Su cinque cover che conosciamo della serie ben quattro vedono Zagor impugnare la pistola. È sicuramente una fissazione di chi scrive ma mi piacerebbe vedere meno quest’arma in mano al nostro eroe, se non altro in copertina.
Voto complessivo – 8+


postato il 11/9/2020 alle ore 2:35

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